
Arco, uno dei pochissimi centri urbani del Trentino i cui tetti e le cui corti ospitano ancora oggi i nidi di colonie di rondini, balestrucci e rondoni, ha avviato un progetto di monitoraggio e tutela di questi volatili cari all’immaginario umano e preziosi per l’ecosistema, che sarà inaugurato sabato 21 marzo a Palazzo dei Panni con un evento che si terrà dalle 10 alle 12.30.
L’evento, dal titolo «Una rondine [non] fa primavera», proporrà sia un laboratorio aperto a grandi e piccini di costruzione di nidi per le rondini, sia un momento informativo sulle rondini, sulla loro utilità per l’uomo e sui modi con cui ognuno può contribuire a tutelarle, il tutto con la conduzione del dott. Alberto Bertocchi, ornitologo, ricercatore e naturalista, incaricato dal comune di Arco della redazione e gestione del progetto «Arco città delle rondini».
Il laboratorio è a numero chiuso: si consiglia la prenotazione all’indirizzo ambiente@comune.arco.tn.it.
Il progetto «Arco città delle rondini» mira a monitorare e tutelare rondini e rondoni nei centri storici di Arco e aree limitrofe, promuovendo ricerca scientifica e coinvolgimento della comunità tramite citizen science. Per quanto riguarda ricerca e monitoraggio saranno localizzati i siti riproduttivi di Hirundinidi (rondine, balestruccio, rondine montana) e Apodidi (rondone comune, maggiore, pallido), con focus sulla biologia riproduttiva della rondine comune, usando telecamere o specchi per minimizzare disturbi. Importante: il tecnico incaricato eseguirà i rilievi percorrendo le vie cittadine, ma in alcuni casi, ad esempio per corti e cortili interni, suonerà al campanello e chiederà l'autorizzazione a entrare. La preghiera, naturalmente, è ad accoglierlo e a collaborare, permettendogli di monitorare i nidi (l'operazione richiederà solo pochi minuti), tenendo presente che esibirà un documento di riconoscimento per garantire la sicurezza dei cittadini.
I dati raccolti formeranno un database GIS confrontabile con rilevazioni disponibili risalenti a vent’anni fa, per analizzare successo riproduttivo e fenologia, con pubblicazione di un articolo. In tema di divulgazione e coinvolgimento saranno organizzati incontri scolastici sul riconoscimento delle specie con uscite sul campo e utilizzo del social iNaturalist (che permette, tra l’altro, di segnalare e monitorare in modo semplice e rapido i nidi di rondine), una serata pubblica per sensibilizzazione e informazione circa nidi e strumenti anti-imbrattamento, e laboratori per famiglie e cooperative sulla costruzione di nidi artificiali. Il progetto ha il supporto di Lipu, la Lega italiana protezione uccelli, e dell'associazione Monumenti vivi, con il patrocinio del WWF del Trentino-Alto Adige.
«La rondine comune, diversamente dalle altre specie, si procura il cibo in un'area che di norma non va i 500 metri di distanza dal nido -ha spiegato il dott. Bertocchi nella conferenza stampa di presentazione- e la sua presenza ad Arco, caso ormai quasi unico in Trentino, costituisce quindi un bio indicatore che ci dimostra la buona qualità naturalistica del territorio». Ha poi spiegato come nel laboratorio del 21 marzo, adatto anche ai bambini da 3 anni in su, si replicherà l'attività delle rondini di costruzione del nido, per il quale utilizzano circa 1500 palline di fango raccolte dalle pozzanghere, e che sarà fatto in argilla cruda sopra un telaio di legno, poi utilizzabile per favorire l'insediamento di famiglie di rondini. Sarà anche descritto il progetto e gli strumenti che saranno a disposizione di chi vorrà contribuire.
«Il tema non è solo scienza ma anche cultura -ha concluso l'assessora Parisi- quindi il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale per permettere la conservazione di questi animali, così come è fondamentale fare rete con partner che lavorano già su questi temi, anche a livello provinciale e nazionale. Una volta che i dati del monitoraggio saranno disponibili, entreremo nel vivo delle attività con cui coinvolgere cittadini e attività commerciali nella tutela dei nidi, per la quale stiamo pensando a una sorta di marchio o certificazione che attesti l'impegno a favore di questo importante progetto. L'idea è far comprendere come la tutela delle rondini richieda poco ma dia molto»