Premiazione Storie di Donne 2019

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"Si è tenuta sabato 30 marzo all'auditorium di Palazzo dei Panni la cerimonia di proclamazione e di premiazione delle vincitrici dell'edizione 2019, la quattordicesima, del concorso letterario femminile «Storie di donne» per racconti brevi inediti in lingua italiana e autrici di tutte le nazionalità. Sono stati premiati tre racconti per ognuna delle due sezioni, la generica (tema libero) e la speciale (sulla dipendenza dall'alcool), con in più (novità) due ulteriori riconoscimenti: il premio «Nuove generazioni» per la sezione generica e il premio «Diritto alla salute al femminile» per la speciale.

L’iniziativa nasce dalla volontà di dare spazio alle voci femminili che raccontano di sé, della propria vita e delle proprie esperienze, di ciò che è reale e quotidiano, difficoltà ma anche sogni e ambizioni, delle piccole e grandi evasioni. Gli elaborati sono stati esaminati da una commissione giudicatrice composta da quattro membri di consolidata preparazione in àmbito letterario, giornalistico e (per la sezione speciale) medico, il cui giudizio è insindacabile. Si ricorda che in biblioteca sono disponibili le pubblicazioni realizzate con i racconti vincitori e segnalati delle edizioni precedenti.

Per la sezione generica primo classificato è «Collezione speciale» di Eva Serena Pavan (Verona ), secondo «Un corpo senz’organi» di Lucia Ielpo (Battipaglia) e terzo «Nina» di Adriana Tasin (Madonna di Campiglio). Per la speciale sulla dipendenza dall'alcool primo classificato è «Chi?» di Rita Mazzon (Padova), secondo il racconto senza titolo di Emanuela Arrigoni (Somma Lombardo) e terzo «Non ti riconosco» di Laura Giuliani (Drena). Inoltre la giuria ha segnalato il racconto «Stufa del dolore» di Laura Marocchi (Riva del Garda). Il premio speciale «Nuove generazioni» per la sezione generica è stato conferito al racconto «Polvere di gesso» di Vilma Cretti (Dro); quello per la medicina di genere a «Gioiosa follia» di Arianna Lattisi (Arco).

Le motivazioni

Sezione generica
1. «Collezione speciale» di Eva Serena Pavan (Verona)
In «Collezione speciale» troviamo un modo altrettanto speciale di raccontare la realtà umana e femminile in particolare. Ed è felice l'idea di descrivere l'eterogeneità dei comportamenti, delle scelte e delle situazioni di vita reale attraverso il gioco di fantasia, in questo caso le "Barbie". L'autrice ha saputo inventarsi una situazione quasi cinematografica, ha dato vita a un dialogo funambolico e accattivante e riesce a strappare più di un sorriso, se non una piena risata, nei passaggi più felici della composizione. Già questo rende il suo scritto particolare e diverso dalla maggior parte di quelli esaminati. Scorrevolezza, precisione della forma e originalità ne fanno a pieno titolo il vincitore di questa edizione del concorso, tra l'altro con assoluta condivisione da parte dei giurati.

2. «Un corpo senz’organi» di Lucia Ielpo
Da un dialogo orizzontale con gente del calibro di Gilles Deleuze ed Emmanuel Lévinas non può che nascere un'esperienza narrativa profonda e a tratti sconvolgente, in grado di indagare in modo diretto e penetrante anche la condizione estrema di una coscienza che è al tempo stesso di vita e morte apparenti. Irreale eppure così concreto il rapporto che si genera tra essere umano e macchina, tra elemento emotivo e digitale, tra strumento e pensiero. Così intenso da quasi confondersi in un unicum che diventa qualcosa a sé stante. Un racconto dal timbro dichiaratamente metamorfico e fantastico, ma che incornicia in modo efficace la realtà condivisa da tanta umanità reale.

3. «Nina» di Adriana Tasin
I legami familiari, quelli più profondi, quelli che sopravvivono anche alla morte, anche alla forza del mare che procura la morte. E poi la potenza dei silenzi, delle parole inespresse, dell'amore che previene il dolore soprattutto quando il dolore è già di casa e non ne serve altro ancora. Un racconto che intreccia luci accecanti e ombre emotive, orizzonti immensi e minuscoli sassolini, vita smarrita e vita ritrovata.

Sezione speciale
1. «Chi?» di Rita Mazzon
La storia è costruita a partire da un punto di vista inusuale, lascia il lettore in sospeso, nutrendo il desiderio di intervenire e offrire un qualche soccorso alla vittima. A parlare è un essere insidioso e perverso, che conduce la vittima in un diabolico passo a due verso l’oblio, capace di impossessarsi dell’anima e di manipolarne l’essenza. Al pari del peggior amante narcisista o psicopatico tesse trame e costruisce labirinti. Il rischio di perdersi per sempre è alto. La via d’uscita c’è, si trova aldilà di vergogna ed orgoglio e si realizza nel chiedere aiuto.

2. Racconto senza titolo di Emanuela Arrigoni
Storia senza titolo, la giuria ne ha assegnato uno: «Anche oggi, guida lui». Scrittura coinvolgente e virtuosa, trama strategicamente tronca. Per questa mamma non sembra esserci scampo. Il richiamo delle sirene, efficace rappresentazione del bisogno di alcol nella persona dipendente dalla sostanza, la guida dal suo risveglio fino al ritorno a casa: l’alcol calpesta su tutto. Anche oggi la figlia sarà orfana di madre

3. «Non ti riconosco» di Laura Giuliani
La storia racconta un incontro, la persona riconosciuta e osservata risulta molto famigliare ma allo stesso tempo estranea. Evidentemente è intercorso un importante cambiamento, purtroppo in peggio. La curiosità e la sospensione sono ben calibrate in questa breve storia dalla quale si percepisce bene la vergogna, l’imbarazzo e il dolore nel rispecchiamento. Questa donna è obbligata ad entrare in contatto con ciò che le sta accadendo da tempo, primo passo per la guarigione dall’insidia dell’alcol?

Fuori concorso, segnalato «Stufa del dolore» di Laura Marocchi
Diagnosi tardive, dolori eccessivi, il tempo della fertilità che solca l’esistenza di alcune donne e uomini, la storia inizia con il risveglio post anestesia. L’operazione è andata bene ma a nessuno viene voglia di festeggiare. L’endometriosi si è mangiata la possibilità di essere madre per questa donna. La risorsa salvifica è costituita dalla nonna, combattiva da sempre, sa suggerire la catarsi alla protagonista che coglie la possibilità di farsi forza per combattere e riprendersi la propria esistenza con dignità e coraggio.

Premio speciale «Nuove generazioni»
«Polvere di gesso» di Vilma Cretti
Nella sua brevità "Polvere di gesso" racconta con occhi di bimba il dolore silenzioso di un precoce abbandono scolastico, condizione tanto diffusa un tempo, ma ancora oggi non del tutto scomparsa. Cosa sarebbe stato di lei e del suo talento se non avesse avuto otto fratelli? Un intreccio di figure femminili – l'alunna, la madre "mulo" e la maestra impolverata – che si arricchisce del legame tra le piccole scolare. Anche se alla fine ne resta solo polvere, di gesso.

Premio speciale per la medicina di genere
«Gioiosa follia» di Arianna Lattisi
Racconto leggero a tratti scanzonato di una donna che sembra aver scelto una vita più disinvolta e semplice: finalmente è libera da doveri ingombranti di una vita forse noiosa. Tentava di condurre una vita in scala di grigi ora si fa condurre in una colorata accoglienza. Il prezzo di tutto questo? La follia. Surrealismo a parte, la storia costituisce un valido spunto per ragionare su equilibrio e follia al femminile e non solo.

I premi
Tutte le opere classificate nelle due sezioni sono state premiate con un attestato, inoltre alle prime tre classificate di entrambe le sezioni è andato un premio in buoni-acquisto del valore rispettivamente di 300, 200 e 100 euro.

Alle vincitrici dei nuovi premi «Nuove generazioni» e «Diritto alla salute al femminile» sono andati rispettivamente 300 e 200 euro. I buoni-acquisto sono validi per metà nelle librerie Giunti di tutta Italia, per metà nei negozi Coop Alto Garda. Il concorso letterario «Storie di donne» è organizzato dall'assessorato alla cultura del Comune e dalla biblioteca civica «Bruno Emmert», in collaborazione con l’ospedale San Pancrazio (Gruppo Santo Stefano Riabilitazione)."

Fonte: http://www.comune.arco.tn.it/Comune/Comunicazione/Notizie-in-evidenza/Storie-di-donne-la-premiazione

Alcuni scatti dell'evento

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